Creative Commons: imprecisioni della SIAE
Le licenze come le Creative Commons o come la GPL sono solo "carta straccia"?
di Danilo Moi
8 Novembre 2004

Sul sito della Siae sono presenti alcune notizie sulle Creative Commons.
Una di esse riporta un'imprecisione notevole e viene pubblicata il 6 Ottobre di quest'anno.
[...] Uno dei problemi è rappresentato dal fatto che la legge sul copyright prevede che ogni diritto sull'opera spetta all'autore della stessa; per questo motivo chiunque voglia utilizzarla per creare un’opera nuova deve prima passare attraverso una serie di cavilli burocratici con avvocati e permessi vari.[...]

Questa affermazione è falsa.
E' vera se e solo se l'opera in questione non è tutelata da nessuna licenza (quindi  "di default", è tutelata dal diritto d'autore attuale)
Se l'opera è tutelata da una licenza nella quale si dichiarano esplicitamente determinate modalità di diffusione, copia e modifica (e queste modalità sono sottoscritte e dichiarate dall'autore) l'affermazione stessa non ha più fondamento.
Non lo ha a maggior ragione se questa licenza è stata dettagliatamente studiata per essere compatibile con il diritto d'autore in vigore, come sta accadendo per le Creative Commons Italiane. (nota: la presentazione delle licenze italiane avrà luogo a Torino il 16 Dicembre)

Inoltre (e cambiando ambito): se le cose stessero come afferma la SIAE ogni licenza per il software che preveda  la modifica da parte di terzi del codice sorgente che tutela non avrebbe nessuna valenza legale;  ogni sviluppatore dovrebbe infatti accordarsi di volta in volta con gli sviluppatori precendenti.(Tirando appunto in gioco avvocati e cavilli)
Ciò significherebbe più o meno che la GPL (General Public License) o anche le meno note Apache License o la  MPL (Mozilla Public License) siano niente più che carta straccia.
E' questo che si pensa alla SIAE?
Forse si.

Qui si ripropone infatti il celeberrimo "problema del bollino".
Se uno sviluppatore può far a meno di contrassegnare con tale "bollino" solo opere che non hanno fini commerciali le licenze come la GPL "saltano" immediatamente e non risultano completamente applicabili. (dato che, come si sa, la GPL prescrive l'utilizzo libero del software che tutela tanto per fini commericiali quanto per fini non commerciali.)
Per stare dentro questo "schema" si dovrebbe sviluppare una "GPL-Non commercial"...ma serebbe appunto, almeno in Italia, la fine della GPL stessa. (o il suo "non inizio")

Per conludere:
Sembra quasi che alla SIAE si pensi di continuare all'infinito il monopolio su "opere commerciali" (di qualunque natura esse siano) per lasciare l'ambito "non commerciale"  ai giochetti del "software libero" e dell' "open content".
In tale eventualità: non si sottovalutano troppo i suddetti "giochetti"?