(Questa è una nota a margine alla parte: Equalism:
aspetti speculativi generali.)
Il principio di effettività di
Norberto Bobbio
Il criterio della liceità
è indubbiamente affine al principio di effettività di
Bobbio.
Il principio di effettività concerne il diritto e i sistemi
legislativi di una società: non possiamo studiare il diritto
attribuendo giudizi di valore (e qui fa una capatina Max Weber),
dobbiamo studiare le regole di una società per come
effettivamente si manifestano storicamente.
Proponendo il “criterio della liceità” compio un'operazione
affine nell'ambito dell'etica, proprio perché ho definito l'etica
come paradigma dalla quale il diritto e la legge devono scaturire.
(L'etica è descrizione di modalità di relazione e la
legge è canonizzazione di modalità di relazione)
L' Etica è perciò l'analisi delle relazioni tra individui
per come si manifestano.
Per farlo, come si è detto, dobbiamo adottare un criterio, un
"metro": appunto il criterio della liceità.
C'è quindi una differenza sostanziale tra il principio di
effettività di Bobbio e il criterio della liceità che ora,
sfacciatamente e con immensa presunzione, propongo e accomuno.
Il principio di effettività è la volontà di
"fotografare" i sistemi giuridici per quello che effettivamente sono, il
criterio della liceità invece è l'obiettivo, la macchina
fotografica tramite la quale si fotografano le relazioni tra individui,
questa "fotografia" costituirà la matrice tramite la quale i
sistemi giuridici devono essere redatti.
Perciò il principio di effettività è descrivere i
sistemi giuridici per quello che sono, il criteri della liceità,
costituisce il presupposto per la determinazione dei sistemi giuridici
per quello che dovrebbero essere.( Privi appunto di norme "morali")