Inquietante monopolio nel mondo "open"
Joichi Ito conquista la Mozilla Corp, ma pochi sanno
che da qualche mese è anche nel board dell'Open Source
Initiative.
Due eventi recenti che costituiscono ulteriori tessere ad un mosaico
oramai ben definito.
di Danilo Moi
20 agosto 2005
*
OSI Board of
Directors
Dall'Aprile di quest'anno fa parte del board of directors dell'Open
Source Initiative anche il famigerato
Joichi
Ito.
Questo evento potrebbe costituire, a mio avviso, una plausibile
"spiegazione" degli attriti tra
Free
software Foundation e Creative Commons.
Per dirla spicciola: se Ito è nel board dell'Osi, antagonista
storica e
ideologica della FSF,
e nel contempo è nel board di Creative Commons, fino a ieri (e
per oltre due anni) "alleata" della FSF, il sistema si complica e
"diventa instabile". (per non dire altro)
Nessuno ne ha parlato, neanche i diretti interessati.
La FSF ha liquidato sbrigativamente e improvvisamente le Creative
Commons definendole "not free" (eppure le Creative Commons sono
identiche a quando la FSF ne consigliava vivamente l'utilizzo...Va
comunque evidenziato, ad onor del vero, che
l'insofferenza di molti esponenti del
mondo "free software" per le Creative Commons non è recente e
deriva da argomentazioni e posizioni forse non del tutto condivisibili
ma
inequivocabilmente oneste e senza
secondi fini).
Questi "ripensamenti ufficiali" sono però recentissimi e
successivi all'introduzione di Ito nella OSI.
Questo
evento costituisce un ulteriore tassello ad un mosaico inquietante.
L'interesse di Ito per l'open source e il mondo "open" in genere e per
le sue sterminate potenzialità economiche è stato
ribadito qualche giorno fa con la creazione della Mozilla Corp nel
quale Ito è anche in questo caso nel "board of directors".
L'operazione è stata ampiamente criticata: trasformare uno dei
più riusciti progetti open source , come
è stato appunto Mozilla, in una corporation
potrebbe penalizzare vistosamente
i migliaia di sviluppatori che, nel corso degli anni, hanno apportato
il loro contributo proprio in virtù della natura open del
progetto.
Questi sviluppatori sono tutelati? (non credo proprio)
O semplicemente ci si appropria (quasi "abusivamente") del loro lavoro
tagliandoli fuori? (possibilità plausibile)
Non dovrebbero essere forse gli stessi
sviluppatori a gestire questa corporation?
Se poi questa Corporation è
guidata da personaggi che, come Ito, si trovano a gestire direttamente
alcuni dei più importanti progetti "open" attualmente esistenti
e nel contempo sono a capo di gigantesche società leader nel
mondo dell'information technology (e non solo) che tipo di
prospettiva ci si manifesta?
Non è forse facile che
tali progetti vengano fatti confluire in un unica direzione?
Non siamo forse in presenza di un
monopolio?
Ricordiamo infatti che, accanto
alla gestione di progetti come Creative Commons, OSI, Mozilla (
nonchè una sterminata quantita di progetti "minori" come
Tecnocrati o musicbrainz.org) Ito gestisce direttamente o è
direttamente implicato in società quali la Neoteny e la 3dsolve
(quest'ultima ha in cantiere un accordo con il suo principale cliente
-l'esercito statunitentense- per lo sviluppo di un software di
simulazione militare il cui "appalto" si aggira intorno ai 6000 milioni
di dollari..
seimila: si veda a
riguardo:
The
Dark side of Creative Commons.)
Non è forse ben facile quindi, considerati i presupposti, che
tali progetti vengano indirizzati e subordinati alle politiche di
quelle società?
Non è forse ben facile, ad esempio, che il mondo "open" si
trasformi, seguendo questi meccanismi, in uno sterminato bacino di
manovalanza a costo zero?
(Il sogno che, in tutti i tempi, ha cullato le notti di ogni
sfruttatore)
E' facile, molto facile.