Perchè Stallman e la Free Software
Foundation non supportano più le Creative Commons?
di Danilo
Moi
28 Luglio 2005
Sembra proprio che Stallman non
supporti più le Creative Commons.
[...]
rms
has withdrawn explicit support for the Creative Commons project [...]
Ma non sembra una "posizione a titolo personale", la Free Software
Foundation si esprime così:
[...]
Creative
Commons Attribution-Sharealike 2.0 license
This is a copyleft free license meant for artistic works and
entertainment works. Please don't use it for software or documentation,
since it is incompatible with the GNU GPL and with the GNU FDL.
There is literally no specific freedom that all Creative Commons
licenses grant. Therefore, to say that a work "uses a Creative Commons
license" is to leave all important questions about the work's licensing
unanswered. When you see such a statement, please suggest making it
clearer. And if someone proposes to "use a Creative Commons license" for
a certain work, it is vital to ask immediately "Which one?"
We recommend using the Free Art License, rather than this one, so as to
avoid augmenting the problem caused by the vagueness of "a Creative
Commons license". [...]
Perchè?
Per quale motivo Stallman e la
Free Software Foundation non supportano più le Creative Commons?
La Attribution-Share Alike non è stata certo modificata, se
è "vaga" oggi lo era anche ieri,.
Perchè oggi lo è e ieri
non lo era?
Perchè quindi, dopo quasi due anni di supporto e collaborazione,
e senza nessun motivo apparente, questo cambiamento di rotta? (Dicembre
2003:
La
FSF consiglia le Creative Commons)
La posizione di Stallman e della Free
Software Foundation è condivisibile?
La attribution-share alike è davvero incompatbile con la GPL?
(Io non credo dato che gli ambiti nelle quali le due licenze sono
applicati dovrebbero essere totalmente differenti)
O ci sono altri motivi sui quali tutti tacciono/preferiscono tacere?
In tutta onestà è quello che penso: la giustificazione
addotta su gnu.org è molto debole, e appunto vaga, trovo
impossibile che questo sia il reale motivo.
Che dire poi della palese polemica espressa dalla Free Software
Foundation nell'indicare una licenza differente? (la francese Free Art
License)
Non si sconsiglia semplicemente l'utilizzo di una data licenza, se ne
indica esplicitamente una alternativa.
Cos'è
quindi che ha spezzato l'idillio?
Forse la politica equivoca di Creative
Comons espressa in operazioni come questa?
Creative Commons
Gnu GPL.
Operazioni delle quali non riesco a capire il valore e il significato,
se non appunto quello meramente "politico".
Che senso ha infatti una Creative Commons-GNU GPL?
A Gennaio sulla lista community at creativecommons.it, scrivevo
Free
software e Creative Commons
[...]
Sono però abbastanza convinto che utilizzare le creative commons
per tutelare il software sia una operazione "scorretta".
Non solo perchè appunto l'ambito delle quali si occupano
è differente ma anche perchè, parlo chiaro e tondo,
è quasi "politicamente scorretto".
Sarebbe una "ingerenza" della creative Commons in un ambito che non la
riguarda, sarebbe "cialtroneria" alla stessa stregua di chi pretende di
definire "opera derivata" l'alterare la posizione dei capitoli in un
romanzo o cambiare una virgola.
Mi spiego: se in un certo senso le creative commons sono "opera
derivata" dalla GPL e hanno senso soltanto se applicate in un ambito
differente
(estendendo e adattando appunto le modalità di copia, diffusione
e modifica) non appena esse "ritornano" nell'ambito della realtà
che le ha "ispirate"
compiono un atto che appunto definisco "scorretto".
***Le cose non stanno infatti così: La creative Commons
consiglia la GPL per il software, la FSF e Stallman consigliano le
Creative Commons per le "opere
dell'ingegno" letterarie, musicali etc etc***
[...]
...e appunto le cose sembra proprio non stiano più in questa
maniera
O forse è questo tipo di
operazioni che la Free Software Foundation , giustamente, non approva?
(Lessig sul suo blog sbandierò
l'evento tutto contento)
Microsoft
Releases RSS extension under CC-BY-SA license
[...]
Si può "licenziare" una sequenza di tag xml?
A me non risulta.
Puoi licenziare il software che lavora sull'xml (o, ovviamente, i
contenuti che l'xml contiene) ma non puoi licenziare una "struttura
xml".
Che buffonata è mai questa?
E' come se ora qualcuno si svegliasse e pretendesse di "licenziare"
l'utilizzo di x campi, denominati con x nomi, in una "y" tabella di un
qualsiasi database sql.
O chessò...l'utilizzo e l'abbinamento di x colori sui fogli di
stile di una pagina html.
(Danilo Moi)
[...]
Che dire poi di licenze (se
così si possono chiamare) come la Developing
Nations?
(
Stallman
ha polemizzato vistosamente proprio su questa "licenza" Creative
Commons)
Sorvolando sulla constatazione banale che nei paesi in via di sviluppo
internet non esiste o quasi...che dire però di clausole del
genere?
[..] This License does not authorize making the Work, any Derivative Works or any Collective Works publicly available on the Internet
unless reasonable measures are undertaken to verify that the recipient is located in a Developing Nation, such as by requiring recipients to provide name and postal mailing address, or by limiting the distribution of the Work to Internet IP addresses within a Developing Nation.
[..]
Tutto questo non mi fa certo venire in mente la "libera diffusione della
conoscenza", mi fa invece facilmente immaginare un poliziotto che
controlla se effettivamente sono state prese le "opportune misure".
Non solo.
Come si può definire "licenza" qualcosa che invece di "cedere"
determinati diritti introduce un nuovo divieto?
Non è una licenza perchè
appunto non "licenzia qualcosa" ma *vieta* qualcos'altro.
Quali sono quindi i motivi?
Personalmente un'idea (molto
articolata) l'ho sviluppata da un bel po'. (vedi le letture correlate)
Dire che me lo aspettavo non ha senso (ma è così),
sono però convinto che non passerà molto
tempo perchè la FSF chieda a creativecommons.org di cancellare
dalle sue pagine ogni riferimento alla GPL e a se stessa.
Letture Correlate
*
The
Dark side of Creative Commons.
[...] Il fatto che Joichi Ito (fondatore di Creative Commons Corp.)
finanzi e co-diriga una società (valutata 6100 milioni di
dollari) che svilupperà (per conto dell'esercito e della marina
statunitensi) il software per i simulatori utilizzati
nell'addestramento dei militari è davvero un "fattore
secondario" da minimizzare o sul quale sorvolare? [...]
*
Creative
Commons: domande in attesa di risposta.