Referendum 12 Giugno: 4 "si", nessun
giudizio morale.
Votare "si" è tenere aperti i problemi, in visione di una futura soluzione, che verrebbero invece disastrosamente e definitivamente chiusi dal fallimento del referendum stesso o dalla vittoria del no.
di Danilo Moi
1 Giugno 2005
Preambolo:
Referendum:
milioni di cittadini alle urne per
riparare (e parzialmente) le bestialità legislative di
qualche
centinaia di cittadini.
C'è o no qualcosa che non va?
C'è o no una "sproporzione"?
Perchè poi dobbiamo
esprimerci con un "si" o con un "no" su
alcuniaspetti
di una legge che comunque non sarebbe stata scritta come è stata
scritta se il processo legislativo seguisse vie più consone e
adeguate a una "società civile"? (Equalism:
Dalla
democrazia rappresentativa alla democrazia assembleare)
Perchè dobbiamo esprimerci inoltre, e questo è il punto
che ora mi preme, su una
legge satura
e zeppa di componenti morali, arbitrarie, illecite e illogiche? (
Equalism:
Aspetti speculativi generali, conclusioni.)
Fatta
questa premessa giungo ai dettagli.
1) Utilizzo delle cellule staminali
embrionali nella ricerca scientifica.
Le argomentazioni morali e teologiche addotte per impedirla non
dovrebbero, per definizione,
diventare oggetto di legge.
La legge dovrebbe essere riscritta da zero. (questa come tante altre)
Non mi convince nessuna argomentazione "morale", sia essa
cattolico/cristiana sia essa laica.
La legge non può e non deve
fondarsi su opinioni o giudizi morali, tantomeno su giudizi di
natura telogica.
Voterò si.
Il problema non è con questo "si" risolto. (Il Ma il "no" lo chiuderebbe
definitavamente e in maniera disastrosa)
Questo problema non può trovare soluzione se non in seno a un
più vasto (e più serio) approccio bioetico.
2) Impianto di tre embrioni, divieto di controlli preimpianto.
L'iter che la futura madre deve seguire nella fecondazione assistita
è semplicemente folle e
deriva dalle inevitabili contraddizioni/follie nelle quali il
legislatore incappa se fonda il suo legiferare sull'opinione e sulla
convizione morale.
Riguardo il secondo punto mi concedo io un giudizio morale: se posso impedire che mio mio figlio nasca
malato sono un criminale se non lo impedisco.
Voterò si.
3) L'embrione come "persona".
Non si può fondare un diritto sulla convinzione ancestrale che
esista "l'anima".
Il problema del rispetto della vita è un problema serio e non
può essere affrontato a partire da questi presupposti. (vedi
primo quesito)
Voterò si.
4) Fecondazione etereloga.
La possibilità che in una coppia uno dei due partners sia
sterile non dovrebbe condannare automaticamente l'altro partner
all'impossibilità di riprodursi.
Il fatto che io possa avere dubbi non
può costituire un motivo serio per impedire a qualcun'altro una
scelta differente dalla mia.
Argomentazioni come "legalizzazione dell'adulterio" sono semplicemente
di cattivo gusto e meriterebbero una risposta "di cattivo gusto".
Voterò si.
Lettura correlata:
* Dalla
firma digitale al sogno folle della democrazia assembleare