Dal sito
di Richard Stallman:
[...]
Perchè
Kerry ha ammesso la sua sconfitta malgrado la frode elettorale.
Stallman scrive: "Sono felice di non aver ceduto alle pressioni per
sostenere un candidato così lontano dai principi delle
liberà civili, della pace, della giustizia e della condivisione
della prosperità". [...]
Stallman afferma in più interventi che la vittoria di Bush non
sia così "pulita" come tutti sostengono a gran voce.
*
Caos USA
E' inverosimile che eventuali brogli, non certo improbabili,
siano stati fondamentali per la vittoria di Bush.
Il problema è disgraziatamente un altro, ed ha natura ben
più grave: l'ignoranza e il diffuso fanatismo degli elettori.
Sostenere che i brogli elettorali siano la causa della vittoria del
texano è quasi "assolvere" questo fanatismo.
In un interessante e dettagliato dossier giornalistico di Giovanni
Minoli, trasmesso in seconda serata da Rai tre qualche giorno fa,
vengono analizzati a fondo i rapporti tra Bush e il fondamentalismo
cristiano della "bible belt" (la definizione data nel dossier è
comunque scorretta: con "bible belt" si individua infatti un'area del
sud degli Stati Uniti nella quale, storicamente, la lettura della
bibbia è accompaganata da una fortissima componente di
bigottismo e puritanesimo e non il bigottismo e il puritanesimo stessi)
In questo pezzo su megachip il tutto è chiarito e ribadito molto bene:
L'immaginario
del dominio universale
[...] La sociologia delle chiese elettroniche, la teologia della
prosperità, il cristianosionismo, il mito di Armageddon sono
elementi essenziali per capire l’immaginario che assicura il consenso a
quella costellazione di poteri che si raccoglie attorno al governo
Bush.[...]
Ecco: Bush ha vinto banalmente anche perchè è riuscito a
far leva sugli istinti e sulla basse istanze di questi poveracci dello
spirito.
Non si parla di un cristianesimo "alto", si parla di una forma mentis e
di una cultura che, nel suo svilupparsi (utilizzare il verbo sviluppare
in questo caso è decisamente fuori luogo) non segue altre vie se
non quelle della superstizione e del fondamentalismo più
intransigente.
A quanto traspare dal dossier suddetto lo stesso George Bush è
uno di loro, l'unica differenza che lo distingue è il semplice
fatto che qualcuno per lui ha deciso che dovesse essere il presidente
degli Stati Uniti.
L'"analisi" da me proposta è risaputa ma sono convinto che non
occorrano raffinate indagini o speculazioni politiche per comprendere o
giustificare un meccanismo che di raffinato ha davvero ben poco.
Nessun complotto elettorale quindi ma solo una diffusa, radicata, preoccupante
idiozia della quale George Bush è purtroppo legittimo rappresentante.
Breve nota tecnica sul voto
elettronico.
Qualcosa di preoccupante c'è comunque: a quanto pare il database
utilizzato dal famigerato
Global Election
Management System è nientemeno che il "non-database" Access
di Microsoft.
Il database Access è un database per reti aziendali o per
desktop, è progettato quindi per un uso limitato.
Non supporta ad esempio oltre 10-12 accessi contemporanei: ciò
significa che per perdere dati sono sufficienti una ventina di voti contemporanei.