La vittoria di Bush e i poveracci dello spirito.
Sostenere che i brogli elettorali siano la causa della vittoria del texano è "assolvere" il fanatismo che ha determinato la vittoria stessa.
di Danilo Moi
10 novembre 2004

Dal sito di Richard Stallman: 
[...] Perchè Kerry ha ammesso la sua sconfitta malgrado la frode elettorale.
Stallman scrive: "Sono felice di non aver ceduto alle pressioni per sostenere un candidato così lontano dai principi delle liberà civili, della pace, della giustizia e della condivisione della prosperità". [...]
Stallman afferma in più interventi che la vittoria di Bush non sia così "pulita" come tutti sostengono a gran voce.
* Caos USA

E' inverosimile che eventuali brogli, non certo improbabili,  siano stati fondamentali per la vittoria di Bush.
Il problema è disgraziatamente un altro, ed ha natura ben più grave: l'ignoranza e il diffuso fanatismo degli elettori.
Sostenere che i brogli elettorali siano la causa della vittoria del texano è quasi "assolvere" questo fanatismo.

In un interessante e dettagliato dossier giornalistico di Giovanni Minoli, trasmesso in seconda serata da Rai tre qualche giorno fa, vengono analizzati a fondo i rapporti tra Bush e il fondamentalismo cristiano della "bible belt" (la definizione data nel dossier è comunque scorretta: con "bible belt" si individua infatti un'area del sud degli Stati Uniti nella quale, storicamente, la lettura della bibbia è accompaganata da una fortissima componente di bigottismo e puritanesimo e non il bigottismo e il puritanesimo stessi)

In questo pezzo su megachip il tutto è chiarito e ribadito molto bene:
L'immaginario del dominio universale
[...] La sociologia delle chiese elettroniche, la teologia della prosperità, il cristianosionismo, il mito di Armageddon sono elementi essenziali per capire l’immaginario che assicura il consenso a quella costellazione di poteri che si raccoglie attorno al governo Bush.[...]

Ecco: Bush ha vinto banalmente anche perchè è riuscito a far leva sugli istinti e sulla basse istanze di questi poveracci dello spirito.
Non si parla di un cristianesimo "alto", si parla di una forma mentis e di una cultura che, nel suo svilupparsi (utilizzare il verbo sviluppare in questo caso è decisamente fuori luogo) non segue altre vie se non quelle della superstizione e del fondamentalismo più intransigente.
A quanto traspare dal dossier suddetto lo stesso George Bush è uno di loro, l'unica differenza che lo distingue è il semplice fatto che qualcuno per lui ha deciso che dovesse essere il presidente degli Stati Uniti.

L'"analisi" da me proposta è risaputa ma sono convinto che non occorrano raffinate indagini o speculazioni politiche per comprendere o giustificare un meccanismo che di raffinato ha davvero ben poco.
Nessun complotto elettorale quindi ma solo una diffusa, radicata, preoccupante idiozia della quale George Bush è purtroppo legittimo rappresentante.

Breve nota tecnica sul voto elettronico.
Qualcosa di preoccupante c'è comunque: a quanto pare il database utilizzato dal famigerato Global Election Management System è nientemeno che il "non-database" Access di Microsoft.
Il database Access è un database per reti aziendali o per desktop, è progettato quindi per un uso limitato.
Non supporta ad esempio oltre 10-12 accessi contemporanei: ciò significa che per perdere dati sono sufficienti una ventina di voti contemporanei.